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V’è spesso un bias cognitivo quando si parla di Sharing Economy. Facciamo chiarezza.

Nel 2011 Bryan Walsh, senior editor al Time Magazine, affermò che la sharing economy è una delle dieci idee destinate a cambiare il mondo di domani (Time Magazine di marzo 2011) e aveva ragione, infatti è un modello di business sempre più diffuso in vari settori.

Perché?
Per tre motivi principali più uno che non ci si aspetta, uno che a volte sfugge anche alla comprensione di chi lavora nella finanza e nella matematica (a causa di un normale bias cognitivo di cui parliamo tra poco), ma nel quale risiede il vero potenziale della sharing economy.

SHARING VUOL DIRE FIDUCIA

Per fare sharing è necessario socializzare, stringere rapporti umani, creando un circolo virtuoso di fiducia e rispetto, una vera e propria community orizzontale di persone che condividono qualcosa.

SHARING È RISPARMIO

La sharing economy funziona sul risparmio e la ridistribuzione del denaro. Per fare un esempio, Azzera&Guadagna ridistribuisce buona parte dei suoi utili a tutti i membri della community che fanno sharing, facendogli risparmiare anche l’intero importo delle bollette luce/gas.

LA SHARING ECONOMY SALVAGUARDA L’AMBIENTE

Dato i tempi che corrono, questo è un aspetto assolutamente da non trascurare. Ogni bene condiviso ha un impatto ambientale minore. Nel caso di energia 100% green (da fonti rinnovabili) certificata, vuol dire che più persone entrano nella community, meno si inquina il pianeta!

BIAS COGNITIVO NELLA SHARING ECONOMY

Sharing significa crescita esponenziale. Perché funziona sulla condivisione, e per condividere bisogna dirlo. Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se condivideste un’opportunità con anche solo DUE persone? Qualcosa di inimmaginabile. LETTERALMENTE inimmaginabile, a causa del bias cognitivo chiamato proprio bias di crescita esponenziale. Per capirlo meglio, vediamo come il bramino Sissa sfruttò la cosa già 2.500 anni fa:

Secondo una leggenda indiana, il bramino Sissa meritò una ricompensa da parte del Re, che gli promise qualunque cosa avesse desiderato.
Sissa indicò la scacchiera e chiese che gli venisse dato un chicco di riso per la prima casella, due chicchi per la seconda casella, quattro chicchi per la terza, otto per la quarta e così via raddoppiando di casella in casella fino all’ultima, la sessantaquattresima.
Il Re gli chiese se davvero voleva accontentarsi di qualche chilo di riso, Sissa annuì.
Tirate le somme, i contabili riferirono al Re che non v’era abbastanza riso in India e nel mondo per soddisfare la richiesta del bramino: un solo chicco di riso, raddoppiato di casella in casella, portava a un totale di ben 36.893.488.147.419.103.231

Se vi sembra incredibile, siete incappati nel bias di crescita esponenziale: la mente mente, i numeri no!
La Sharing Economy permette di raggiungere cifre da capogiro, è matematico.
Quindi ripropongo la domanda: cosa accadrebbe se condivideste un’opportunità con anche solo due persone?
E se lo diceste a cinque amici?
Vi lascio ai vostri calcoli, ora che sapete che il limite numerico è solo un inganno della mente!
E ricordatevi di visitare il nostro sito per sapere come approfittarne.

Per il gruppo Azzera & Guadagna: Amos Cuccovillo